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Il valore che gli investitori attribuiscono ad un marchio è la sintesi di numerose variabili, di valori tangibili ed intangibili riconducibili ad un'azienda. In base a quanto riportato da S&P500 - l'indice delle 500 aziende statunitensi con le migliori performance - meno del 25% del valore riconosciuto dagli investitori ad un brand è legato ad elementi tangibili, quali proprietà immobiliari, impianti produttivi, attrezzature e beni inventariati. Il restante 75% dipende da elementi intangibili, quali, ad esempio, il suo capitale intellettuale, il know-how tecnologico e di sistema, il possesso di brevetti e certificazioni, i marchi e così via. Lo studio "Global Brands" realizzato da Interbrand (¹) rileva che in media il marchio influisce per oltre un terzo sulla capitalizzazione di borsa di una azienda, e in molti casi si arriva ad oltre il 70%. Uno studio realizzato da PIMS (²) Europe per l'European Brand Association rivela che anche in settori guidati dalla tecnologia e ricerca, il marchio gioca un ruolo vitale nel valorizzare le competenze tecniche di un'azienda portandola al successo nel suo mercato.
Per questo da molti anni abbiamo investito nel nostro brand per allinearlo alla nostra strategia di business e renderlo sempre più rappresentativo dei valori in cui crediamo nei confronti dei nostri clienti in tutto il mondo.
(1) Interbrand è una società statunitense leader nella consulenza di gestione del marchio, autrice, in collaborazione con Business Week, della classifica annuale "The Best Global Brands". (2) Il progetto PIMS (Profit Impact of Marketing Strategy) fu avviato dalla General Electric negli anni '60, quindi proseguito dal Management Science Institute di Harvard' agli inizi degli anni '70, ed infine, dal 1975, è stato amministrato dall'American Strategic Planning Institute.
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